Palcoscenici

In scena – Un uomo, una donna e la magia cultural-familiare di Baraonda
di Marianna Bellobono
Domenica 15 gennaio ore 17. Entriamo nell’accogliente sala di Vicolo Cieco in Centro a Nettuno, sapendo che assisteremo a un reading letterario, e veniamo introdotti in un’atmosfera calda e invitante degna dei più illustri caffè letterari del Settecento. Tavolini decorati circondati da sedie colorate riempiono la stanza di Baraonda, imbanditi di torta tagliata a cubetti e ciotoline ricolme di biscotti fatti in casa, in mezzo a romantiche tazze bianche, cucchiaini e bustine di zucchero e dolce miele.
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Ricordi – Ridere per non piangere. Il teatro di Salemme
di Alessandro Amantini
“E voi cosa avete da guardare? Andate via. È finito il teatrino. Non nevica più”. Così prende congedo dal pubblico Francesco “Cico” Righi (al secolo Nando Paone) nella scena di chiusura di …E fuori nevica! (1995) commedia teatrale in due atti scritta (su di un idea di Enzo Iacchetti) e diretta da Vincenzo Salemme, il quale per l’occasione arruola altri due grandi interpreti quali Carlo Buccirosso e Maurizio Casagrande (figlio del più celebre Antonio Casagrande appartenente alla Compagnia dei De Filippo).
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Memorie – Arte 70
di Alessandro Amantini

 

 

 

 

 

 

Ricordi – L’incomunicabilità dell’uomo: “Le voci di dentro”
di Alessandro Amantini
Alberto Saporito vive solo col fratello Carlo e lo zio Nicola nello scantinato adibito a deposito per l’attività di famiglia (fornitura di tavoli e sedie per feste popolari). Una notte sogna che i vicini di casa, i Cimmaruta, uccidono Aniello Amitrano (Franco Angrisano) un suo compaesano.
In preda ad un momento di confusione non distingue il sogno dalla realtà e, convinto che la faccenda sia avvenuta realmente, denuncia la famiglia di dirimpettai.
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Ricordi – Filumena Marturano
di Giorgia Amantini
FILUMENA FOTOScritta nel 1946, Filumena Marturano è la prima, se non forse l’unica, commedia della drammaturgia eduardiana che elegge a protagonista della storia un personaggio femminile. Creata per omaggiare il talento interpretativo della sorella Titina, che era stata una Filumena straordinaria per tutto il dopoguerra, la commedia alterna sapientemente momenti esilaranti ad altri fortemente drammatici, ponendo per la prima volta in rilievo il carisma e la straordinaria psicologia del personaggio di Filumena su tutti gli altri, Domenico/Eduardo compreso.
E la versione televisiva che proprio Eduardo realizza per la RAI nel 1962 ne è la prova più evidente.
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