Pillole di Folklore e Scrittura Creativa: due chiacchiere (anche quattro!) con…

Dopo le due chiacchiere fatte di recente con Alessandro Bolzani, Gabriele Glinni e Ilaria Scaramella, il mio viaggio all’interno del giovanissimo blog “Pillole di Folklore e Scrittura Creativa” prosegue amabilmente con altre due blogger legate a questa bellissima realtà, Martina Di Carlo ed Elisa Romaldetti, che ringrazio per aver accettato di fare due (anche quattro!) chiacchiere con la sottoscritta, dedicandole il loro preziosissimo tempo.
G: Benvenute sul nostro blog e grazie ancora per aver accettato di perdere un po’ del vostro tempo con noi. Allora, presentatevi e diteci pure di che cosa vi occupate. Siamo molto curiosi…
Martina: Ciao a tutti! Mi chiamo Martina Di Carlo, ho 29 anni e sono una traduttrice specializzata in traduzione giuridico-commerciale, siti web e turismo. Sono appassionata di traduzione sin da ragazzina e questa passione non mi ha mai lasciata, me la sono sempre portata dietro, tanto da farne il mio lavoro. Da circa un anno opero come traduttrice volontaria presso Peacelink – Telematica per la pace e a breve inizierò anche uno stage con ANITI (Associazione Professionale per Traduttori ed Interpreti). Spero poi di iniziare la mia carriera da freelance.
Elisa: Ciao Giorgia e grazie della disponibilità! Essere intervistata è un sogno che si realizza seppur virtualmente. Di base sono una Chef de Rang sulle navi da crociera della Disney Cruise Line e un domani mi piacerebbe aprire un mio bistrot da qualche parte nel mondo, ma ora per colpa della pandemia sono ferma e attualmente sono una operatrice telefonica.
G: Una domanda per Martina: com’è nata la tua passione per le traduzioni? E quali sono le difficoltà legate a due lingue così diverse come sono l’Inglese e il Tedesco, soprattutto nell’ambito lavorativo in cui operi?
Martina: La mia passione per le traduzioni è nata da un’altra mia grande passione: quella per la musica. Quando ero adolescente, spesso mi chiudevo in camera con le cuffie alle orecchie e ascoltavo musica in lingua inglese. Chi di noi non lo faceva!! La voglia di capire non solo ciò che diceva il testo ma anche ciò che l’autore voleva trasmettere all’ascoltatore cresceva sempre di più. Così, quando avevo tempo, mi sedevo per terra con il testo originale della canzone, il vocabolario e un quaderno, dove scrivevo il significato delle parole che non conoscevo. Poi una volta al liceo, dove ho iniziato a studiare il latino e a fare versioni, ho capito che quella della traduzione era la mia strada. Ed eccomi qui! Be’, sì, il tedesco e l’inglese, nonostante appartengano allo stesso ramo, quello delle lingue germaniche, sono profondamente diverse. Lavorare con queste due lingue così diverse tra loro è una bella sfida, ma io adoro le sfide! Nel campo in cui opero, con tre campi di specializzazione, le difficoltà ci sono: quella che sembrava insormontabile, almeno i primi tempi, era la memorizzazione della terminologia specifica. Ricordare i termini tecnici di tre campi diversi tra loro in due combinazioni linguistiche……. help me!
G: A Elisa, invece, voglio chiedere di portarci per un minuto nel suo magico mondo dei videogiochi. Da dove nasce questa tua passione e che cosa ti ha spinto a recensirli?
Elisa: Diciamo che sono stata una videogiocatrice da sempre, quando avevo appena 4 anni mia mamma mi fece imparare a comporre il mio nome sul PC e giocare a Commander Keen, un vecchissimo titolo in DOS per computer che somiglia molto al buon vecchio Super Mario per GameBoy. Ho conosciuto Gabriele recentemente sul posto di lavoro e mi ha parlato del progetto “Pillole di Folklore” chiedendomi se mi sarebbe piaciuto salire a bordo dato che mancava una figura che si occupasse dei videogiochi, quindi eccomi qui. Ho accettato sia perché mi piace scrivere sia perché una figura femminile nel mondo videoludico è ancora vista come un tabù che sono ben felice di sfatare. Dare il proprio parere e confrontarsi sulle emozioni scaturite da un videogame fa sempre imparare molto su se stessi e su chi si interfaccia con un determinato titolo.
G: Essere donne, sia socialmente che professionalmente, è sempre una bella sfida. Da donna a donna, vi sentite realizzate umanamente e professionalmente in ciò che fate?
Martina: Bella domanda questa! A volte, in particolare per il periodo storico che stiamo vivendo, non ti nego che penso di non fare abbastanza, mi sento insoddisfatta, sconfitta. Poi, però, mi torna il sorriso quando ricevo complimenti dai miei colleghi o piccoli clienti per la mia profonda professionalità, per il magnifico lavoro svolto e per la mia puntualità nel rispettare le scadenze. Sono convinta che tutti i sacrifici che sto facendo nella mia vita verranno ripagati e che questo momento così buio passerà. C’è sempre una luce in fondo al tunnel. Quindi sì, sono realizzata sia umanamente che professionalmente!
Elisa: Umanamente sì, professionalmente un po’ meno. La realtà lavorativa qui in Italia è, passami il termine, deprimente. Non viene dato valore al bagaglio culturale dei giovani d’oggi e anche la laurea è diventata ormai un pezzo di carta quasi inutile: basta farsi un giro sui portali per la ricerca dell’impiego per farsi un’idea, cercano ragazzi giovani ma con esperienza e al tempo stesso lauree magistrali conseguite. Se si è in possesso di una laurea magistrale (ovviamente a seconda della tipologia di studi) non sempre si è avuto il tempo per poter anche lavorare. La verità è che purtroppo la pazienza di insegnare il mestiere e di incentivare i giovani a lavorare non c’è e di conseguenza ci si “arrabatta” a fare ciò che si può pur di mantenere una vita indipendente dai genitori.
G: Tornando alla tua professione di traduttrice, Martina: secondo te, anche se non ti occupi principalmente di questo, i giovani autori letterari emergenti sono valorizzati adeguatamente in questo contesto, oppure il mercato cerca di puntare sul sicuro? Della serie, si preferisce tradurre soltanto qualcosa che si è sicuri di poter vendere, oppure si cerca di dare fiducia e di sperimentare in merito?
Martina: Il mestiere del traduttore, purtroppo, è un mestiere molto sottovalutato e soprattutto sottopagato. Spesso mi è capitato di sentire (anche da persone che lavorano in aziende che vendono prodotti  molto richiesti) di affidare la traduzione del proprio sito o della propria documentazione ad amici o parenti che hanno vissuto molto tempo all’estero con l’obiettivo di avere il lavoro ad un prezzo molto economico. Mi stupisce sapere che, nel 2021, esista ancora questo modo di pensare così ottuso: il traduttore è un professionista, esattamente come un ingegnere, un medico o un architetto. Con questa premessa, ti rispondo no, non si cerca assolutamente di dare fiducia e di sperimentare in merito.
G: Nell’ambito dei videogiochi, Elisa: quanto una tua recensione (tua o di chiunque altro coltivi la tua stessa passione) può influire in termini economici e culturali sull’acquisto o sull’interesse per un prodotto che, a differenza di un film e di un libro, è molto  difficile da “criticare”?
Elisa: Trovo che in qualche modo avere un parere genuino e non finalizzato all’acquisto sia sempre meglio, nei giochi come in tutte le cose.
G: Dato che ti occupi di traduzioni giuridico-commerciali, Martina: come riesci a rendere fruibili e comprensibili, nel loro contesto linguistico, le informazioni che devono arrivare a chi consulta un sito web professionale o turistico? Qual è la chiave per attirare l’attenzione dell’utente?
Martina: Nella traduzione turistica e in quella dei siti web è molto importante riuscire a catturare istantaneamente l’attenzione dell’utente. Per far sì che ciò avvenga è necessario essere molto concisi e sintetici per non annoiare chi legge e, credetemi, non è affatto facile. Chi clicca su un determinato sito web o rimane affascinato da una brochure di un hotel a cinque stelle, è perché il traduttore è riuscito pienamente nel suo lavoro: quello cioè di far capire all’utente, in quattro righe, di che cosa si occupa l’azienda per cui ha tradotto il sito o quali sono i vantaggi della scelta di quel determinato hotel. Al contrario, la traduzione giuridico-commerciale non ha nessun bisogno di catturare l’attenzione dell’utente, la sua difficoltà sta nel riportare, per filo e per segno, cioè che c’è scritto in un determinato documento senza stravolgere o modificarne il senso, che può essere per esempio un contratto di matrimonio.
G: Nel corso della loro evoluzione tecnologica, Elisa, come i videogiochi sono cambiati e hanno cambiato il modo di influenzare, positivamente o negativamente, le attuali generazioni?
Elisa: Sarò un po’ nostalgica con questa risposta, ti avverto: nel corso degli anni siamo stati abituati a vedere uno sviluppo esponenziale della grafica e dei gameplay, ma a volte tutta questa tecnologia ha fatto sì che le trame dei videogiochi  siano state un po’ tirate per le lunghe o mancassero di pathos nel svolgimento del gioco stesso.
 
G: Fuori dal vostro ambito professionale, quali altre passioni coltivate?
Martina: Fuori dal mio ambito professionale le passioni che coltivo maggiormente sono fare lunghe camminate tra le mie amate montagne, la lettura, la musica, l’arte (amo moltissimo le mostre) e la scrittura. Da poco infatti ho aperto un mio blog online dove scrivo articoli inerenti al mio lavoro e collaboro con Gabriele ed Alessandro, che ringrazio ancora una volta per questa opportunità, per il loro blog “Pillole di Folklore e Scrittura”.
Elisa: Sono un’amante della musica, dell’arte e del cinema. Leggo con piacere libri su mistero e thriller perché mi sarebbe piaciuto essere una detective.
 
G: Come già fatto con Alessandro, Gabriele e Ilenia, giochiamo un po’ anche con voi. Avendo a disposizione un solo aggettivo, come definireste voi stesse?
Martina: Uno solo? Che cattiveria! Mmmmh, ambiziosa, forse troppo.
Elisa: Adattabile. Nel corso della mia vita mi sono trovata immersa in un paese che non era il mio e in una realtà che mi era lontana e sconosciuta. sono riuscita comunque a “sopravvivere” e farla diventare la mia quotidianità.
G: E, sempre con un solo aggettivo, come definireste l’altra?
Martina: Elisa? Bè non la conosco molto purtroppo. Però, per quel poco: determinata.
Elisa: Intraprendente. Studiare lingue ed esserne padroni è un’arma potentissima che ti permette di fare qualsiasi cosa e vivere dovunque.
G: Consigliereste ai giovani di intraprendere la vostra stessa esperienza e perché?
Martina: Avendo fatto delle consulenze per aiutare chi, come me, ha intenzione di diventare traduttore mi sono resa conto che siamo sempre di più. Certamente consiglierei di intraprendere questa meravigliosa esperienza perché quello del traduttore è il mestiere più bello del mondo. Ogni giorno affrontiamo un lungo e attento processo creativo, che parte dall’approccio e comprensione del testo fonte, passando attraverso la ricerca e analisi a più livelli, per arrivare fino alla rielaborazione del testo finale, dove dobbiamo rimanere “nascosti” agli occhi del lettore. Il fascino del nostro lavoro sta proprio in questo viaggio tortuoso tra le parole di due lingue per mettere a contatto due mondi distanti ed incomprensibili tra loro.
Elisa: Sì, vivere lontano da casa e coltivare la propria passione ripaga sempre.
G: Grazie, ragazze. È stato davvero un piacere conoscervi. Buona fortuna!
Giorgia Amantini
Info:
– Martina Di Carlo
Blog traduzioni: (https://martinadicarloconsiglietraduzioni2020.blogspot.com/?zx=e37e8c6db6acc2d4)
Instagram: https://www.instagram.com/martinadicarlo_traduttrice/
Facebook: https://www.facebook.com/Martina-Di-Carlo-Translator-105378808106175
LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/martina-di-carlo-3431161b1/
– Elisa Romaldetti
Facebook:
https://www.facebook.com/Hysteria91
Instagram:
https://www.instagram.com/elysteria/?hl=it
PSN:
https://my.playstation.com/profile/Hysteria91
 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...