Pillole di Folklore e Scrittura Creativa: due chiacchiere con…

In un mondo sempre più digitalmente connesso, fa sempre bene all’anima “incontrare” giovani in gamba e appassionati che cercano di trasformare proprio la loro passione in una professione. Di recente, ho avuto il piacere di imbattermi in Gabriele Glinni, Alessandro Bolzani e Ilenia Scaramella, la cui somma delle loro giovani età supera fortunatamente la mia (guai a loro, se no!), ma che proprio grazie alla loro gioventù hanno dato vita a qualcosa di straordinario, il blogPillole di Folklore e  Scrittura Creativa”. Ma non credeteli soltanto appassionati, perché quando si uniscono un giornalista come Alessandro, un mediatore linguistico, traduttore e copy editor come Gabriele e un recensore di libri come Ilenia, non può che nascere qualcosa di interessante e di culturalmente valido. Proprio come l’intervista a seguire che, alla fine, si è trasformata in uno scambio culturale che è andato oltre ogni previsione.
G: Innanzitutto, benvenuti sul nostro blog e grazie per aver accettato di fare due chiacchiere con noi. Cominciamo con una domanda molto semplice, per conoscervi un po’ meglio. Quando e come è nata l’idea di concepire il blog “Pillole di Folklore e Scrittura Creativa” e cosa vi ha spinto a buttarvi in questa avventura?
 
Gabriele:
Grazie di cuore, Giorgia, per quest’opportunità. Anzitutto, ci tengo molto a ringraziarti e a ribadire che sono stato felice e profondamente onorato di conoscerti. E di questo tengo subito a nominare anche il caro Yuri, che mi ha fatto il tuo nome e ha parlato con te.
Rispondendo alla tua domanda, nel mio caso, mi sono unito al blog a maggio dell’anno scorso, in un periodo terribile. Non intendo (solo) il Covid, ma una relazione sentimentale di nove anni giunta al termine non per mia volontà. Evento che ovviamente mi ha distrutto il cuore, per usare l’espressione più appropriata possibile.
Avevo bisogno di ritrovare me stesso e l’amore per la scrittura (che avevo condiviso con la mia ex fidanzata) in un periodo in cui rinnegavo tutto.
Il mio migliore amico, Orlando, mi aveva suggerito di iniziare un blog, ma non avevo bene idea di cosa fare. Poi, rimettendomi in contatto con il mio vecchio amico Alessandro, casualmente sono venuto a sapere che stava aprendo un blog dedicato alla scrittura. Così, ho provato a chiedergli se potevo aggiungermi e ho iniziato dando il mio contributo con alcuni articoli di scrittura.
Ben presto, ho iniziato a redigerne di miei, imparando così sia con dei corsi online che lavorando in autonomia le basi di WordPress, della scrittura e redazione ordinata di articoli, le tecniche di ottimizzazione SEO e SEM e le capacità di editing e correzione bozze.
E posso dire che è stata una delle più grandi felicità del 2020 e scelte migliori. Il blog ha un posto ben preciso nel mio cuore, adesso.
 
Alessandro:
Ciao Giorgia e grazie a te per questa opportunità! Ho creato “Pillole di Folklore e Scrittura” lo scorso maggio, spinto da una duplice necessità. Da un lato desideravo portare avanti il progetto “Pillole di Mitologia”, nato nel 2017 su Facebook e dedicato alla divulgazione di miti e leggende di tutto il mondo tramite dei post brevi e facili da leggere. Dall’altro, sentivo il bisogno di dare vita a uno spazio virtuale in cui parlare a 360° della mia passione per la scrittura creativa. Nel corso degli ultimi nove mesi, anche grazie al preziosissimo supporto di Gabriele e Ilenia, il blog è andato incontro a un’evoluzione molto positiva e si è arricchito di vari contenuti interessanti. In particolare, sono piuttosto fiero degli articoli in cui abbiamo dato spazio alle idee e ai progetti creativi di tanti giovani.
 
Ilenia:
Mi sono unita al blog “Pillole di Folklore e Scrittura” qualche mese dopo la sua fondazione a maggio. Grazie alla collaborazione con Gabriele Glinni, che mi ha proposto di partecipare all’iniziativa, ho deciso di occuparmi della recensione di libri. La considero un’opportunità per mettermi alla prova facendo qualcosa che non avevo mai fatto prima. Colgo l’occasione e ringrazio anche io Yuri Mennella che ci ha fatto “incontrare”. Avendo avuto modo di “passeggiare” per il vostro blog, ho notato che spaziate nella cultura a 360 gradi e questo è un grandissimo pregio (molto raro, oggi, sul web) che merita attenzione e sostegno. Ma, personalmente, ognuno di voi  in quale ambito creativo opera?
 
Gabriele:
Principalmente, mi occupo di redigere articoli di scrittura creativa, cui si occupa anche Alessandro. Ma, a differenza di quest’ultimo, il mio tono è sovente personale e basato su esperienze passate.
Ad esempio, sulla mia esperienza ad avere scritto a più mani (contemporaneamente sullo stesso lavoro), sull’arte di ragionare sul “tono”, sul “ritmo” e sulla “voce interiore” del testo (cose che ho appreso durante gli studi universitari di traduzione) al fine di creare simbolismi e significati tra le righe, etc.
Un’altra cosa che mi diverto a fare è organizzare interviste un po’ particolari: in queste, esploro argomenti precisi, passioni o studi affrontati da amici e conoscenti, dando voce a tutti senza discrezioni o limiti e spesso il risultato è davvero bello e gratificante.
“Case in point”, l’intervista a te dedicata, Giorgia, sul tuo libro “Muro contro muro” o l’intervista al mio amico Yuri sul suo saggio di Criminologia “Alla scoperta della scienza del Male”, da me editato e tradotto.
Si potrebbe dire che il mio obiettivo intimo è proprio rendere il blog qualcosa di unico, vivo e particolare.

 

Alessandro:
Anche se ho scritto degli articoli per tutte le sezioni del blog, di solito mi occupo soprattutto dei post relativi al folklore e di quelli dedicati ai vari aspetti della scrittura creativa. Cerco di approfondire i temi che possono aiutare gli aspiranti scrittori a gestire vari aspetti della narrazione, come le descrizioni dei personaggi, i misteri e le ambientazioni. Nel corso dei mesi non sono mancati degli articoli un po’ più tecnici, come quello dedicato alla scelta della casa editrice e quello sui manuali di scrittura.

 

Ilenia:
Mi occupo della recensione di libri e audio-book, sia in inglese sia in italiano.
 
G: Conoscendovi un po’ meglio, ho scoperto che due di voi di cui non facciamo il nome (Alessandro e Gabriele…), oltre a scrivere articoli per il blog, hanno pubblicato anche un romanzo ciascuno, rispettivamente “Ascend-ent” (in uscita prossimamente) e “I Guardiani dei parchi” (già disponibile al link indicato nelle info). E qui, ragazzi, non potete non darmi dettagli! Forza, su! Fuori tutto e giochiamo a carte scoperte: ditemi com’è nata l’idea delle vostre opere, di cosa parlano e perché dovremmo appassionarci!
 
Gabriele:
Dovreste appassionarvi perché, chi ha letto “Ascend-ent”, l’ha fatto tutto d’un fiato. Scherzo! In parte, comunque! “Ascend-ent” è un’opera che mi piace pensare come unica.
La storia principale parla di un ragazzo, Wade Cameron, alla fine del periodo di quarantena di un virus, ispirato ovviamente al Coronavirus. Questo virus, tuttavia, per quanto relativamente innocuo, ha pesantemente e indirettamente cambiato la società.
Delle persone casuali si sono ritrovate con la capacità di controllare oggetti specifici secondo la propria volontà. Queste persone sono state chiamate “gli specialisti”.
Wade, a inizio romanzo, ha la capacità di controllare gli scontrini (sì, gli scontrini), è neo laureato in una materia verso cui non ha alcun interesse e non ha la più pallida idea di cosa fare del proprio futuro. Durante una piatta estate, riceve una chiamata da tale Paul Auberon, il fondatore della NeolGen, una società che sta radunando gli specialisti. Wade accetta, riluttante, di parteciparvi, senza averne ben chiari gli obiettivi. Ma ben presto scoprirà che degli strani fenomeni che si stanno verificando per tutta la città, come la comparsa di inquietanti rilievi neri sui muri e sui palazzi, sono legati a qualcos’altro che è nato insieme gli specialisti e che non avrebbe dovuto nascere.
La particolarità di “Ascend-ent” credo risieda in questo. È un racconto ispirato alla nostra società, una società dove lo scoprire la propria identità (che sia lavoro, aspirazioni, ecc.) è difficile ed è stata ulteriormente rovinata e complicata dall’arrivo del Coronavirus, che l’ha radicalmente mutata.
La scusa del potere di controllare degli oggetti relativamente ridicoli non è altro che la metafora del cercare a tutti i costi sé stessi, in un mondo dove ormai tutto cerca di impedirlo o induce a pensare che qualsiasi sforzo sia vano e inutile.
Il tema e il conflitto principale di “Ascend-ent” è questo.
Un’altra particolarità, è basata sui villain. Solitamente, in storie di supereroi, i cattivi sono tizi con superpoteri, ideologie o motivazioni precise (X-Men, per esempio, e Magneto). In “Ascend-ent” non c’è niente di tutto ciò e le cose funzionano molto diversamente. Ho ragionato parecchio su vari tipi di cliché e tropes.

 

Alessandro:
Per quanto possa sembrare strano, l’idea alla base di “I Guardiani dei parchi” mi è venuta in mente proprio mentre stavo passeggiano in un bellissimo parco che si trova a pochi chilometri di distanza dal paesino in cui vivo. L’atmosfera suggestiva di quell’enorme area verde mi ha portato a immaginare una realtà in cui i parchi pubblici  sono dei “punti di contatto” tra la Terra e infiniti altri mondi, popolati da creature di ogni genere. Partendo da questa base, ho iniziato a raccontare la storia di Giacomo, un ragazzo alle prese con il divorzio dei genitori e un trasloco improvviso, alla disperata ricerca del suo posto nel mondo. Nel parco di Quercia Alta, un’immaginaria cittadina del Nord Italia, il giovane scopre di essere in grado di vedere delle creature fuori dall’ordinario e di avere pertanto tutte le carte in regola per entrare nell’Ordine dei Guardiani dei parchi, l’organizzazione segreta che gestisce i rapporti tra la Terra e gli altri mondi. Una prospettiva di certo affascinante, ma non priva d’insidie. Non tutte le creature che arrivano nel parco sono pacifiche e alcuni eventi sinistri, tra cui un’evasione da un carcere ritenuto sicurissimo, indicano che qualcuno sta tramando nell’ombra per vendicarsi di un vecchio torto… Perché un lettore dovrebbe appassionarsi a “I Guardiani dei parchi”? Bè, la mia speranza è che chi si approccia all’opera possa affezionarsi a Giacomo, seguire con interesse la sua crescita interiore e scoprire attraverso i suoi occhi tutte le situazioni particolari che mi sono divertito a creare. Nel libro vengono anche affrontati anche alcuni temi che reputo importanti, come il desiderio di autoaffermazione, l’accettazione del diverso, la ricerca della propria identità e la difesa della natura.

 

G: Grazie, ragazzi. Leggeremo sicuramente le vostre straordinarie opere. Una domanda, ora, per Ilenia. Hai detto che ti occupi delle recensioni dei libri per il blog e so che tra le tue passioni ci sono autori come Fëdor Dostoevskij e George Orwell. Amo tantissimo anche io questi due giganti della letteratura mondiale, perché credo riescano a scavare in profondità nell’Io di ognuno di noi, mettendolo a nudo. In un mondo come quello di oggi, sempre più tecnologico ed emotivamente più complesso, ti chiedo, essendo tu giovanissima, che cosa hai provato quando li hai scoperti, se li consiglieresti ai più giovani e ai tuoi coetanei e perché?
 
Ilenia:
Ho cominciato a leggere i romanzi di Fëdor Dostoevskij da quando avevo 17 anni. Anche se inizialmente ho avuto delle difficoltà, dato il linguaggio e i concetti complessi, sono delle letture che tutti dovrebbero fare, specialmente i giovani. Doestoevskij, famoso esponente dell’esistenzialismo e dello psicologismo russo, mette a nudo la società russa dell’Ottocento, il pensiero e i drammi personali che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita. Per questo motivo le sue opere, scritte ormai quasi 150 anni fa, sono sempre attuali. Per quanto riguarda George Orwell, è un autore che ho riscoperto solo recentemente e ne apprezzo i contenuti socialisti e progressisti per il miglioramento di una città inquinata dal capitalismo.
 
G: Come già ribadito più volte, siete molto giovani ed essendo io più vecchia di voi (anche se non mi soffermerei molto su questo dettaglio che vi invito, anzi, a smentire con forza…) una domanda per voi è d’obbligo: come riuscite a cogliere l’attenzione di fasce d’età variegate? Vi approcciate agli articoli con una programmazione specifica buttando un occhio anche al trend digitale del momento, oppure scrivete tutto ciò che ritenete interessante rendendolo appetibile anche per i vostri visitatori?
 
Gabriele:
Rispondo sia alla tua affermazione sia alla tua domanda in un unico colpo. L’età è un numero. L’unica importanza che dò all’età di chi legge è avvertire i lettori nel caso siano contenute immagini grafiche nell’articolo.
Sono dell’idea che ogni persona, bambino, ragazzo o adulto che sia, è intelligente ed è in grado di capire e interpretare ciò che vede, legge e ascolta.
Non do alcuna importanza ai trend, per quanto riguarda gli articoli di scrittura. Semplicemente comunico le mie esperienze, i miei pensieri e i miei ragionamenti per passione, e nella speranza che, eventualmente, siano d’aiuto, di vicinanza, di ispirazione o di riflessione a qualcuno.
Ps.: smetti di dire di essere “più” vecchia, ti prego. Sei una persona molto aperta mentalmente, capace e un esempio da seguire.

 

Alessandro:
Personalmente tendo sempre a scrivere post basati sugli argomenti che mi affascinano o che credo possano essere utili o interessanti (soprattutto per gli scrittori alle prime armi). Cerco di non basarmi troppo sui trend del momento, anche se a volte è inevitabile dover cavalcare un po’ l’onda (non a caso gli approfondimenti su Dracula sono usciti in prossimità di Halloween). In generale cerco di spiegare gli argomenti di cui parlo nel modo più semplice e chiaro possibile, così da rendere gli articoli accessibili al maggior numero possibile di persone.

 

Ilenia:
Personalmente, cerco di recensire libri che possano avvicinarsi all’interesse comune. Tuttavia, non recensisco libri poco famosi o di autori poco conosciuti, rimanendo in un range abbastanza comune sia per le persone più adulte, sia per i giovani. I temi che tratto cercano sempre di stimolare la riflessione del lettore.

 

G: Seguo il consiglio di Gabriele, sono diversamente giovane e quindi, giochiamo un po’. Avendo a disposizione un solo aggettivo, come definireste voi stessi?
Gabriele: Idealista.
Alessandro: Determinato.
Ilenia: Curiosa.

 

G: Finiamo il gioco. Sempre con un solo aggettivo, come definireste gli altri?
Gabriele: Alessandro, “quadrato”. Ilenia, “paziente”.
Alessandro: Gabriele è “poliedrico”. Ilenia è “riflessiva”.
Gabriele: Mi fa ridere che ci siamo definiti con aggettivi relativi a forme geometriche a vicenda e a caso!
Alessandro: Adesso metto “Ilenia: trapezoidale”
Ilenia: Gabriele, “intraprendente”.  Alessandro, “creativo”.

 

G: In un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, le persone sono sempre più connesse, ma sempre più distanti, soprattutto i giovani. Consigliereste proprio ai giovani di intraprendere la vostra strada per abbattere questa distanza? Perché?

 

Gabriele:
Che domanda affascinante. Mi sento di rispondere “sì” per dei versi, “no” per degli altri. “Sì” perché, proprio nel 2020, moltissimi dei miei nuovi amici e la mia ragazza, Emanuela, li ho conosciuti così. Sulla base di questo, posso smentire tranquillamente il pensiero che un’amicizia nata sul web sia falsa dicendo che Alessandro, che vive in nord Italia (quindi lontano da me) è tra i miei più cari amici ed è qualcuno che non vorrei mai perdere. Con queste persone ho imparato tantissimo e ho approfondito le mie passioni e competenze. Bisogna, tuttavia, fare attenzione a non vivere “solo” di amicizie nate sul web. Da qui il mio “no”, che è un “no” preciso, non netto. Vi spiego. Eventualmente, ho sempre proposto incontri con le persone conosciute in rete e questo ha permesso di rendere le amicizie più vere, più genuine. Parallelamente, mi ha permesso di esplorare zone di Roma che non conoscevo, di ampliare le mie vedute, di conoscere i loro amici – per esempio, grazie a Veronica ho conosciuto suo fratello Fabio, entrambi bellissime persone.
Rifiutare di conoscere qualcuno su Internet per la distanza è sbagliato. È giusto, invece, essere cauti con chi si conosce e saper uscire dal proprio guscio, imparare anche “sulla strada”.
La chiave, come tantissime altre cose, è nel mezzo. La conoscenza in rete è validissima, qualora esistano la consapevolezza delle sue limitazioni e dei rischi che si corrono.

 

Alessandro:
Credo che parlare delle proprie passioni sia un ottimo modo per entrare in contatto con degli spiriti affini. Per farlo non è per forza necessario aprire un blog o scrivere un libro. Anche solo parlare su Facebook o Twitter dei propri libri o film preferiti può essere utile per fare delle nuove amicizie.

 

Ilenia:
Sì, lo consiglio vivamente. L’attività di scrittura creativa permette di mettersi in gioco e confrontarsi anche con centinaia di chilometri di distanza gli uni dagli altri. Stimola continuamente la mente e dà un senso di appagamento personale.

 

G: Grazie, ragazzi. È stato davvero un piacere conoscervi. In bocca al lupo!

 

Info blog
Sito web
www.pilloledifolklore.wordpress.com
Canali social
“Pillole di Folklore e Scrittura” pagina FB: https://www.facebook.com/pilloledifolklore
“Pillole Folklore e Scrittura” INSTAGRAM: https://www.instagram.com/pillole_folklore_e_scrittura/?hl=it
#pillolefolkloreescrittura
 
 
Info romanzi
“I Guardiani dei Parchi” di Alessandro Bolzani
Link per l’acquisto:
https://www.amazon.it/Guardiani-dei-parchi-Alessandro-Bolzani-ebook/dp/B07NQPKTRG
Canali social
“I guardiani dei parchi” INSTAGRAM: #iguardianideiperchi
Pagina autore FB: https://www.facebook.com/alessandrobolzaniscrittore
 
“Ascend-ent”di Gabriele Glinni
Canali social
“Ascend-ent” pagina FB: https://www.facebook.com/Ascendent2020
“Ascend-ent2020” INSTAGRAM: https://www.instagram.com/ascend_ent2020/?hl=it
#ascendent2020
 
Curiosità e notizie sui romanzi nei seguenti articoli di “Pillole di Folklore e Scrittura”:
ESPERIENZA DI STESURA ROMANZI ft. ALESSANDRO BOLZANI E GABRIELE GLINNI (“I Guardiani dei parchi”, “Ascend-ent”)
Tra il criptico e il simbolismo: la narrazione tra le righe (“Ascend-ent”)

 

Intervista a cura di Giorgia Amantini

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