Separazioni: il sogno di un emergente coraggioso

Leggere Separazioni, primo volume della trilogia Portami alla vita di Valerio Novara, significa immergersi in una dimensione soprannaturale strettamente connessa alla realtà. Le vicende dei protagonisti, su tutti quelle di Liam, Angela e Will, ci introducono in un campo (quello della fantascienza) che in Italia non trova molto spazio nemmeno tra gli autori affermati. Il coraggio di Valerio Novara, quindi, sta proprio in questo: da scrittore amatoriale ed emergente, concepisce un romanzo dal piglio internazionale per struttura logica, tematiche trattate e caratterizzazione dei personaggi. Certo, le vicissitudini dei nostri eroi sono dettate quasi sicuramente dalla cultura letteraria e cinematografica che l’autore possiede: in Separazioni, infatti, ritroviamo il profumo avventuroso di Star Wars, quello filosofico di 2001 – Odissea nello spazio e quello preveggente di The Day after Tomorrow, pellicole che esprimono insieme un unico concetto: la resistenza del genere umano in un universo che il genere umano stesso, purtroppo, contribuisce a distruggere. Ed ecco che il romanzo si snoda velocemente attraverso un linguaggio scorrevole che ci trascina nelle peripezie dei suoi protagonisti e ha dalla sua parte il fatto di risultare credibile grazie all’attento lavoro di ricerca svolto. Mentre si legge, infatti, si comprendono perfettamente termini tecnici, riferimenti scientifici e concetti biologi, fisici e astronomici, permettendo a chiunque di poter approcciare in maniera semplice e diretta la lettura medesima. Valerio Novara ha uno stile da sceneggiatore, più che da narratore, ci coinvolge nella storia attraverso immagini e sensazioni percettive, dialoghi serrati si alternano a una narrazione asciutta creando un connubio avvincente e i messaggi di pace, di collaborazione tra i popoli e di salvaguardia ambientale presenti nel romanzo stimolano riflessioni sociali importanti. Questo libro non si legge, si vede e l’altalenarsi dei colpi di scena in esso presenti è mescolato sapientemente con espedienti narrativi molto simili alla struttura di un prodotto seriale televisivo. Non a caso, l’ambizione dell’autore è proprio quella di trasformare la saga di Portami alla vita in una serie televisiva di successo. E noi non possiamo che augurarglielo, così come non possiamo non augurargli che aumenti sempre più la sua creatività senza confini, mai banale, fino a fargli raggiungere le soglie di quell’universo inesplorato che tanto ama. In un viaggio, speriamo, sempre più lungo e duraturo. Bravo, Valerio! Continua così, che vai forte!
Giorgia Amantini

 

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