Un uomo, una donna e la magia cultural-familiare di Baraonda

Domenica 15 gennaio ore 17. Entriamo nell’accogliente sala di Vicolo Cieco in Centro a Nettuno, sapendo che assisteremo a un reading letterario, e veniamo introdotti in un’atmosfera calda e invitante degna dei più illustri caffè letterari del Settecento. Tavolini decorati circondati da sedie colorate riempiono la stanza di Baraonda, imbanditi di torta tagliata a cubetti e ciotoline ricolme di biscotti fatti in casa, in mezzo a romantiche tazze bianche, cucchiaini e bustine di zucchero e dolce miele.img_20170115_171917
Salutiamo gli amici, ci accomodiamo, veniamo raggiunti al tavolo da altri amici e dalle nuove conoscenze, con cui presto entriamo in armonia visto l’intento comune, e ci viene proposto un vasto assortimento di gusti di tè da scegliere. La sala si riempie in meno di mezz’ora di persone, saluti, chiacchiere, racconti e risate. E siamo a teatro! Gli attori in mezzo a noi cercano di rilassarsi prima della performance. E dopo lo splendido servizio, rifocillati e divertiti, si spengono su di noi le luci e si accendono sul piccolo palco in fondo. Un uomo e una donna sono già in scena.img_20170115_181624
Dal genio umoristico di Mark Twain, assistiamo al gioco d’amore di due perenni Adamo ed Eva che si incontrano e si scontrano in un magico giardino dell’Eden in cui tutto è nuovo, tutto è da battezzare, tutto è da conoscere e sperimentare. Compreso sé stesso. Compreso l’altro. Compreso il rapporto tra il sé e l’altro.
In un alternarsi di voci singole, che pur non ascoltandosi tra loro si rispondono e si completano in una danza armonica, questo passo a due ci trasporta con amara riflessione e, al contempo, divertente ironia in una discussione viva da quando l’uomo e la donna esistono al mondo.img_20170115_175823
Un elegante Gianni Mulinacci e una raffinata Laura Colagiacomo, diretti con maestria da Beatrice Marcucci, interpretano da lettori con grazia e semplicità questi due prototipi umani ai primordi di un confronto sociale che è tuttora elemento della nostra quotidianità, invitandoci, e non obbligandoci, a riflettere sul tema in base al principio del dialogo e non del conflitto.
Eva provoca Adamo; Adamo la insegue, la critica e la disprezza; lei ritorna dolce e ammaliante, lui la ricerca e la segue nel percorso di sviluppo del loro rapporto, il quale culmina nella simbiosi finale tra il bianco e il nero degli abiti scenici che non è un triste grigio, bensì le due metà di un mondo bivalente e per questo completo: lo Yin e lo Yang sono l’uno l’Eden dell’altro. Come gli interpreti, ci viene spontaneo evidenziare!
Allora usciamo da Baraonda un’altra volta arricchiti di un esperienza che non è solo culturale: la catarsi teatrale ci fa effetto, ci fa riflettere e meditare, ma inserita nella cornice familiare della sala da tè ci dà anche il dolce piacere dell’amicizia.
Non ci resta che consigliare a tutti i nostri lettori di vivere questa delicata esperienza con Domenica con tè. Un’altra idea vincente dell’Associazione di resistenza culturale Baraonda!
di Marianna Bellobono

 

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