La nuova scrittura della ricerca: viaggio a “kilometro zero”

È scientificamente dimostrato che ogni essere umano cerca per natura le proprie origini, sia quando queste sono ben note sia nei casi in cui i misteri avvolgono la nostra esistenza. Nella nostra vita non ci accontentiamo di quanto sappiamo, ma inseguiamo stimolanti punti interrogativi per il desiderio innato di sapere e per l’insoddisfazione perenne di quanto si sa. Si cerca di ricostruire il proprio passato genealogico, si indaga sulle leggende degli antenati della propria famiglia, si svelano arcani e si sciolgono segreti. E la psicologia ci conferma che quando dubbi non ci sono, l’essere umano ha la tendenza a inventarli: almeno una volta nella vita, a qualsiasi età, capita di fantasticare su un possibile scambio alla nascita, su fratelli o sorelle sconosciuti, su parenti lontani e dall’esistenza avvolta dall’intrigo. Quando anche queste fantasie sono realizzate e assopite, ci si rivolge allora ai grandi misteri dell’umanità e ci si pongono le domande esistenziali sull’origine e sul destino del nostro pianeta e della nostra specie. Perché è proprio della natura umana cercare il suo punto di partenza e puntare a una meta d’arrivo.
Tutto questo è in Kilometro zero, un romanzo simbolo di un viaggio spasmodico alla scoperta del passato familiare che diventa una necessità per il personaggio protagonista alla deriva nella sua giovane esistenza: un punto di arrivo da cui provare a ricominciare a vivere la vita di un nuovo Io, con “una nuova pelle che sostituirà la vecchia, una pelle costruita dalle emozioni trascorse”. Un nuovo inizio che parte dalla fine.
Al suo esordio da romanziere, Aniceto Fiorillo, autore napoletano “naturalizzato europeo”, prende il lettore per mano alla prima pagina e poi lo lancia in questa avventura ai limiti della realtà e nello stesso tempo in essa affogata. E il lettore si ritrova da solo, dimentico ormai dell’autore silenzioso e nascosto, a inseguire Bruno, un giovane ventenne tragicamente istruito dalla vita al dolore con la morte accidentale dei genitori, trasportato da una città all’altra, da un’avventura all’altra, oltre la trasgressione e spesso oltre la legalità, per ripercorrere a ritroso il viaggio di sua madre dall’Ucraina in Italia. Bruno diventa la maschera di quella gioventù quotidiana che a stento sopravvive di espedienti e insieme il filo conduttore di una società composita di “nascosti”, di personaggi quotidiani che esistono ai margini del mondo, negli angoli nascosti della città, con la volontà propria di non essere notati. Prostitute e spacciatori, immigrati e orfani, pescatori e contadini sfilano tra le pagine di Fiorillo con naturalezza e senza negatività: sono gli anonimi di tutti i giorni che hanno imparato l’arte di arrangiarsi e la scienza del sopravvivere, con pochi obiettivi e sempre a breve termine. In questo quadro il vagabondare di Bruno si adagia perfettamente: non importa cosa troverà durante il suo viaggio, né quanto cambierà e si formerà come personaggio né quali obiettivi raggiungerà; conta solo quanto l’esperienza lo avrà arricchito arrivato alla surreale Kilometro zero, la città natale di sua madre.
Ci piace viaggiare con la fantasia quando leggiamo un bel romanzo, e non è facile che un autore esordiente riesca a stimolarci fino a questo punto. Liberando la sua scrittura dall’ansia della ricerca (e spesso anche dai vincoli della sintassi!), Aniceto Fiorillo lascia il suo personaggio libero di viaggiare con una sola meta ma senza obiettivi e ambizioni. Il libro si apre velocemente tra le mani del lettore, le pagine scorrono, il percorso continua, i chilometri aumentano, i personaggi, vivono, soffrono, muoiono; il protagonista corre, si ferma, riparte, si spegne e si riaccende per spegnersi di nuovo. La scrittura brillante e caotica, disordinata e euforica dell’autore rende il viaggio lungo e breve, statico e dinamico, veloce e lento tra un capitolo e l’altro, tra le avventure della vita e i pensieri del protagonista e i ricordi della madre.
Certo il percorso dal Sud Italia in Ucraina di chilometri ne percorre molti per raggiungere quello zero che per Bruno è stato il punto d’origine, dovrebbe essere il punto di una seconda partenza e forse è anche il punto di fine… Al lettore scoprirlo!

Marianna Bellobono

“Kilometro Zero” – Aniceto Fiorillo
Nativi Digitali Edizioni
€3.49
Genere: romanzo di formazione, romanzo di viaggio
Pagine: 130
Formato: Ebook (epub, mobi e pdf) e cartaceo su Amazon

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