“L’ultimo specchio della mia presunzione” di Alessandro Amantini

Salgo le scale della mia presunzione
che tornano ancora a parlare di me.
Si spegne la luce, si prende posizione
di fronte a quegli occhi che parlan di sé.
Coloro di nulla questo quadro affollato
pregando che esso riempirsi potrà.
Rimando a più tardi questo evento passato
sperando che un giorno esso ritornerà.
Le labbra si schiudono per consumare bugie.
“Son solo ambizioni! Vi giuro… le mie!”.
Il fascio di luce leggero mi inonda.
Guardo lo specchio che rotto ormai è.
“Ancora una domanda… la prego risponda!”.
Gli schemi son rotti e cadono a terra i perché.
Davanti a me solo questo specchio che riflette l’inganno
perché solo di esso si vive costantemente.
Ma quanti di loro capire potranno…
qui l’anima canta e la mente si spegne.
Cedo i miei castelli che di carta son fatti,
perdo l’equilibrio tra passato e presente.
Ormai senza anima, io non scendo più a patti
credo solo a quello che vuole udire la gente.
Crollano gli schemi creati apposta per me.
né odio, né amore ma solo coraggio.
Cado dalle stelle che ormai brillan da sé,
finalmente lascio questo posto prestandogli omaggio.
Muore la luce e rinasce l’inizio.
Fermo è ormai il tempo e tornare non può.
Penso alla mia vita come un unico indizio
che in questo ultimo specchio trovare non so.

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