FLOATING AROUND Medusa’s Spite

Massimi esponenti dellElectro Rock Italiano, i Medusa’s Spite (in italiano Il Tocco della Medusa che concettualmente si riversa nel Rancore di Medusa dal famoso quadro del Caravaggio) sono un gruppo formatosi a Roma nel 1996 dal sodalizio tra Stefano Daniele (bassista, guitar e vocals), Paolo Daniele (vocals, sinth e drum machine) e Antonello Aprea (Loop Editing e guitar). Floating Around segna il loro debutto nel 1999. Realizzato completamente in lingua inglese, inizialmente snobbato dalla critica che lo accusava di essere virato verso un concept troppo malinconico, l’album riuscì a guadagnare con il passare dei mesi un forte feedback sia riguardo le vendite, collocandosi nelle alte vette delle classifiche italiane, sia di pubblico. Di conseguenza la Baby Records riconsiderò il progetto arrivando a produrne una nuova pubblicazione, cambiando il nome dell’album in Someone By My Side (nome dell’omonima traccia presente nell’album) e migliorandone la veste artistica del booklet interno al supporto, caratterizzato da un art decor in puro stile Cyberpunk corredato dai testi delle canzoni e foto dei componenti del gruppo. Il progetto si compone di dieci tracce. Si apre con Someone By My Side, traccia che mette subito in chiaro l’impronta che Daniele & Co. hanno conferito al progetto. Una pezzo di bravura che sa osare e che nella sua struttura discontinua riversa tutta l’efficacia della performance vocale (e non solo) di Stefano Daniele il quale si cimenta in una vera e propria gara di bravura con Aprea, dando vita a un perfetto equilibrio tra incursioni sinth e distorsioni loop le quali sembrano prendere forma dalla discontinuità precedentemente proposta, tramite un effetto eco abbastanza contenuto, ma efficace. Continuando nell’ascolto si arriva a To My Best Friend dove i toni della precedente traccia sembrano spegnersi leggermente per lasciare spazio a una sonorità più classica sempre, però, corredata dal sintetizzatore che fa emergere in background la bellissima voce di Daisy Moore che rende solennità alla performance alla chitarra di Antonello Aprea che chiude il pezzo facendo morire la propria esecuzione in una sorta di outro ipnotico sintetizzato. Il progetto procede con Everlasting Love, notevolissima electro-ballad con derivazioni classic. La voce di Daisy Moore avvolge quella di Stefano Daniele plasmandosi in un’eccellente simbiosi musicale che si ammanta di un alone semi-mistico quasi a identificare una sorta di pausa dell’anima. La track è davvero eccellente e stracolma di virtuosismi tra cui alcune frasi recitate in italiano che si agganciano alla lingua inglese tramite una distorsione sinth di tipo elicoidale. Uno dei migliori pezzi dell’album. Finita l’estasi si ritorna al tormento elettro-pop (sempre di gran classe) con My Coarse Palate, traccia minacciosa e ritmata con sonorità debitrici al sound dei Depeche Mode e Pet Shop Boys, ma che riesce a mantenere una propria identità grazie all’ottimo lavoro di sintetizzatore operato sui vocals (la sempre splendida prova canora di Paolo Daniele)  e grazie anche alla struttura che riprende la discontinuità strutturale di Someone By My Side, dirigendola, però, verso un approccio più rock con maggiore spazio riservato alle incursioni guitar. Il sintetizzatore onnipresente incalza, ma mai prendendo il sopravvento sul “canale principale” vocals che rende giustizia all’esecuzione. Accelerazioni improvvise e distorsioni “decorative” ne fanno un bel pezzo underground in grado di sorprendere e non annoiare. L’ascolto è rigorosamente consigliato con cuffie al fine di carpire la nitidezza tecnica dell’operato. La traccia chiude un primo movimento musicale lasciando il passo a What Did You Know About Me  che insieme a Little Prayer For You e The B Side va a completarne un secondo il quale assume toni più cupi e malinconici. L’intro di What Did You Know About Me è angosciante e prepara bene l’ambient per l’entrata della voce di Daniele il quale si cimenta in un esibizione più sussurrata e meno solare. Clima poco consolatorio che, grazie al sempre presente controcanto della Moore, vira verso un ritorno al malinconico che trova senso compiuto nel suono sinth/ pianola che accompagna dei passi all’inizio di Little Prayer For You con cui si ravvisa in modo maggiore il sound di questo trittico melodico. Chiude il cerchio B Side in cui la cupezza raggiunge l’apice nel suono minaccioso di una percussione ossessiva che viene avvolta da un effetto lontananza abbastanza spinto che deflagra in un eccellente alone mistico che coadiuva le voci dei Daniele. Grandissima traccia, ben congeniata e con la costante discontinuità strutturale eletta ormai a mantra dai Medusa’s Spite. L’ottava traccia, Baby Wants To Know, rappresenta l’ingresso per l’ultimo movimento sonoro (le ultime tre tracce) dell’album che vede le sonorità protendere verso un sound meno cupo, ma che mantiene sempre una propria componente malinconica. La voce di Daisy Moore accompagna, come a prendere per mano Aprea & Co., verso un cammino di “redenzione” che si evolve progressivamente verso una speranza musicale dove il buio lascia spazio alla luce che illumina, infatti, Tonight, grandissimo pezzo palesemente dirottato verso il sound di Sweet Harmony dei The Beloved, ma che subito smentisce il “malinteso”grazie a una personale rilettura della struttura ritmica, secondo chi scrive, tecnicamente superiore. Coinvolgente il ritornello con la voce della Moore sempre pronta a mettere in chiaro le cose e a non scendere mai a compromessi nel confronto con la prova musicale. Ottimo l’accompagnamento dei Daniele con il controcanto sintetizzato da Aprea a fargli da “braccio destro”. Eccellente performance che ci trasporta nella “gabbia” di chiusura progetto In The Cage, liberatoria come poche, aperta da una giungla metropolitana tipica delle descrizioni Guns N’. Forte richiamo alle contaminazioni carpenteriane, il pezzo evolve in una sorta di Electro-Rock che assimila la solita discontinuità strutturale per rendere giustizia all’ennesima prova di originalità. Grande outro degno del progetto. Nella sua totalità, il progetto risulta essere un’eccellente prova di genuinità compositiva in grado di rompere gli schemi del solito sound electro-dance per creare una linea di demarcazione tra generi diversi e, al contempo, delinearne una successiva (e felice) contaminazione. Alternanza sonora che diviene il punto forte dell’intera operazione. Se pensiamo, poi, che tale progetto è una produzione nostrana allora possiamo esserne solo che fieri in quanto, secondo chi scrive, Floating Around è uno dei migliori album del decennio ’90. Fu accusato di essere troppo delicato per essere Pop o Rock e troppo malinconico per essere Dance. Come al solito l’Italia è una nazione che verso le innovazioni musicali si è sempre cucita addosso un ruolo di regressione e conservatorismo. Che se ne voglia dire, i Medusa’s Spite sono una felicissima realtà italiana. Lo dimostra il fatto che in anni recenti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti per le loro performance e premi per i migliori Videoclip (come quello ritirato nel 2007 al Roma Videoclip 2007) non trascurando la track Will Hunting (contenuta nel successivo Morning Doors del 2009) inserita nello score della serie R.I.S. Delitti Imperfetti. Ottimi cantautori che hanno realizzato un eccellente progetto. Consigliati vivamente.
Alessandro Amantini

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