Biancaneve e il Cacciatore, ma chi vince è la Strega Cattiva!

Charlize Theron e gli effetti speciali visivi. Biancaneve e il Cacciatore (2012) merita di essere visto solo per Charlize Theron e per gli effetti speciali visivi. Concetto volutamente ridondante, visto che la favola, seppur in chiave dark, di Biancaneve la conosciamo tutti. Nulla a che vedere con la dolce trasposizione della Disney del 1937, anche se in alcuni punti anche il cartoon mostra segni evidenti dell’influenza massonica del caro vecchio Walt (la scena in cui Biancaneve si perde nella foresta e la caduta rovinosa sotto la tempesta da una rupe di Grimilde hanno impaurito un po’ tutti i bambini della mia generazione), ma molto ha a che fare con la favola originale dei Fratelli Grimm dove le influenze gotiche della mitologia nordica creano un’atmosfera poco adatta a un pubblico di piccoli lettori. Charlize Theron dicevamo, appunto, una delle attrici più poliedriche del panorama hollywoodiano (basti citare l’interpretazione meritamente premiata con l’Oscar di Monster per comprendere la sua bravura ), la cui bellezza collima in pieno con la capacità di trasformarsi, per esempio, da dolce eroina malata di cancro di Sweet November (che se può essere considerato un film è soltanto grazie a lei…) alla tormentata Mary Ann de L’avvocato del Diavolo. Se pensiamo, poi, che la sua brillante carriera è partita con un sensualissimo spot pubblicitario di un noto analcolico dove un filo di cotone birichino le scopriva pian piano un lato B rimasto nella storia della televisione degli spettatori uomini, tutto ciò sa davvero di miracoloso. Il personaggio di Ravenna è quanto più lontano fisicamente – ma vicinissimo caratterialmente – dal suo alter ego originale fiabesco. Bionda e bellissima, cattivissima e assetata di sempre più bellezza – elisir di lunga vita della quale si nutre incamerando la gioventù delle sue vittime –  Ravenna conquista per il suo essere donna, prima che strega, schiava di quella stessa bellezza con la quale schiavizza, a sua volta, principi e sovrani per impossessarsi del dominio assoluto della Terra. E la lotta contro la sua antagonista – sì perché nel film sarà pure protagonista, ma Biancaneve è di netto inferiore al rilievo dato nella sceneggiatura alla matrigna e al fido Cacciatore, diventando per molti la vera antagonista, appunto, di Ravenna e non viceversa – è soltanto frutto di un’infanzia violata, protetta da un incantesimo che la rende invincibile e che può essere spezzato soltanto dalla principessa dai capelli neri come la notte e dalle labbra rosse come le rose (Dal sangue della più bella fu creato e dal sangue della più bella sarà spezzato!). Charlize Theron dona alla sua Ravenna un lato dark e romantico intenso, coadiuvata dai costumi da sogno realizzati dalla tre volte premio Oscar Colleen Atwood e da effetti speciali visivi mozzafiato. Ed eccoci al secondo punto per cui vale la pena guardare il film. La realizzazione scenografica e digitale del Regno di Re Magnus, padre di Biancaneve, coperto dalla neve con tonalità ghiacciate contraste dai colori vivaci dei costumi e del trucco dei protagonisti (vedi la scena iniziale in cui la Regina Madre si punge con una rosa rosso scarlatto facendo cadere tre gocce di sangue del medesimo colore su una coltre di neve bianchissima) dona un valore estetico rassicurante. Contrariamente a quanto accade per la rappresentazione della Foresta Oscura, dove le tonalità dark e la sensazione di claustrofobia sono rese alla perfezione dall’animazione delle creature naturali presenti nell’ecosistema. Fra tutti, meritano una menzione d’onore la messa in scena delle allucinazioni subite da Biancaneve nella foresta stessa – dove gli alberi diventano improvvisamente morti oscure e la vegetazione prende la forma di una colonia di insetti disgustosi – e la meravigliosa rappresentazione della Foresta Bianca dove il lavoro sulle tonalità pastello e sui riflessi della luce dona un effetto cartolina incantevole (bellissimo l’incontro tra l’Alce bianco e Biancaneve che si dissolve, poi, in una nuvola di farfalle, tenerissimi i minuscoli elfi che la conducono all’animale sacro). Il resto, è storia già vista. La storia di Biancaneve (una Kristen Stewart ancora sotto effetto stono di Twilight), perseguitata dalla matrigna cattiva (la Theron, appunto) che ingaggia il debosciato Cacciatore (un Chris Hemsworth, ancora lontano dai panni di Thor) per avere in cambio il suo cuore. Cacciatore che invece di ucciderla si innamora di lei legata, però, sin dall’infanzia dal sentimento per l’amico William (Sam Clafin, il principe azzurro più anonimo di tutta la storia…), figlio dell’alleato sovrano più fedele a Re Magnus. Immancabili, come nella tradizione fiabesca, i Sette Nani, di cui uno interpretato da Bob Hoskins nella sua ultima apparizione cinematografica e il bacio del risveglio donato dal Cacciatore alla sua amata inconsapevole, uccisa dalla mela avvelenata di Ravenna sotto le mentite spoglie dell’amico William. Alla fine troviamo una principessa fuori dai canoni letterari, una Biancaneve in corazza che sul suo cavallo bianco corre alla riconquista del proprio Regno, sconfigge la strega cattiva e riprende il suo posto legittimo sul trono del reame. Lasciando aperta la porta del cuore. Il finale, infatti, per scelta del regista Rupert Sanders, lasciò aperta la possibilità per un eventuale sequel grazie agli incassi record ottenuti in tutto il mondo seppur con insuccesso di critica, ma lo scandalo che travolse Kristen Stewart – allora fidanzata ufficialmente con Robert Pattinson e amante, quindi, di Sanders medesimo –  fece cambiare idea alla Universal che per il 2016 ha messo in cantiere un prequel, confermando la Theron,  Hemsworth e forse la Stewart stessa. Un bellissimo esempio di cinema del nuovo millennio, dove gli effetti speciali straordinari risollevano le sorti del film dalla banalità della storia. Non ce ne vogliano gli attori, ma in un film così possiamo lodare solo il lavoro tecnico, dai costumi alla scenografia, dalla fotografia alla colonna sonora. E l’unica vera sorpresa nel deserto recitativo proposto, Charlize Theron. Appunto.
Giorgia Amantini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...