Ridere per non piangere. Il teatro di Salemme

“E voi cosa avete da guardare? Andate via. È finito il teatrino. Non nevica più”. Così prende congedo dal pubblico Francesco “Cico” Righi (al secolo Nando Paone) nella scena di chiusura di …E fuori nevica! (1995) commedia teatrale in due atti scritta (da di un’idea di Enzo Iacchetti) e diretta da Vincenzo Salemme, il quale per l’occasione arruola altri due grandi interpreti quali Carlo Buccirosso e Maurizio Casagrande (figlio del più celebre Antonio Casagrande appartenente alla Compagnia dei De Filippo).I primi due interpretano i fratelli Righi (Enzo e Stefano fratelli di Francesco) i quali sono costretti ad una delirante convivenza causa le disposizioni testamentarie lasciate loro dalla defunta madre. Ma Cico è malato di mente e sciorina tutto il suo folle armamentario a scapito degli altri due fratelli creando situazioni, al limite dell’esilarante, nelle quali si trova coinvolto, suo malgrado, anche il notaio di famiglia (Casgrande) il quale diviene singolare testimone dell’improvviso evolversi degli eventi con colpo di scena finale. Salemme, già protagonista accanto a Monica Vitti nel Il Cilindro e comparsa nel Il Sindaco del Rione Sanità (due famose commedie del grande Eduardo), mette in pratica tutta l’esperienza assorbita e prende di petto, con forte cinismo, la commedia scarpettiana creando una girandola di situazioni comiche il cui filo conduttore, però, è l’amaro spaccato di una presa di coscienza della vita la quale, prima o dopo, presenta il conto in base ai debiti contratti con se stessi. Stefano (l’unico ad essere rimasto sempre vicino a Cico) è un povero diavolo, ossessionato da una “futura suocera” che non gli permette di vedere la propria ragazza e neanche di sentirla per telefono in nome di una castità che va severamente conservata fino al matrimonio. Enzo Righi, è un musicista fallito col vizio per i cavalli il quale, sentito puzza di testamento, ritorna a casa dopo più di vent’anni. E Cico? Per lui il tempo si è fermato a quando la famiglia era unita, o presunta tale, e non è mai cresciuto, chiuso nel limbo di dolce follia che si è costruito. Lo stesso disabile riserva momenti di spietata lucidità soprattutto quando inveisce contro Enzo, ritenuto da lui colpevole di abbandono del focolare domestico. Salemme rilegge in parte le ossessioni eduardiane, ma le aggiorna al teatro comico partenopeo contemporaneo definendo così un proprio stile e collocandosi in una zona intermedia tra sberleffo e riflessione. Il quartetto di attori (e amici) è estremamente affiatato e regala dei momenti di vertiginosi ritmi recitativi ai quali non si può che applaudire. Il ritmo non scade mai nonostante i 130 minuti di durata della commedia. Maurizio Casagrande ci regala con il suo “Hablate” il leitmotiv devastante di fine commedia che entra di diritto nell’antologia del comico. Nando Paone trasfigura anima e corpo nell’interpretazione di Cico facendo rimanere il pubblico letteralmente a bocca aperta. Grande prova fisica, ma anche recitativa se si strizza l’occhio al continuo e forsennato cambio di registro a cui il protagonista si sottopone, sopratutto nella parte finale della commedia dove l’ironia e la comicità ricercata si sciolgono di fronte al dramma e la cupezza dell’epilogo. …E fuori nevica! è forse la vetta, mai più raggiunta, da Vincenzo Salemme. Un’opera matura e sincera che non lascia mai nulla al già (non) detto o visto e che bussa sempre alla spalla dello spettatore, quasi ad avvertirlo di non spassarsela troppo in quanto, a volte, si piange di gioia, ma si ride anche di dolore.
 Alessandro Amantini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...