L’impossibile emulazione

Contrariamente a quanto definito da El Periodico de Catalunya, La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones non ha “un intreccio paragonabile a I pilastri della Terra di Ken Follett: ne è solo la copia mal riuscita.
Falcones tenta in tutti modi di emulare il maestro Follett, presentando una vicenda del tutto simile al capolavoro dell’autore britannico.
L’epopea, infatti, della costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar a Barcellona ricorda quella della cattedrale di Kingsbridge, paese immaginario inglese del libro di Follett, così come le vicende, seppur in periodi storici differenti, nel testo di Falcones si snodano per un sessantennio circa (tra il 1320 e il 1384), mentre quelle di Follett per un cinquantennio circa (tra il 1120 e 1174).
E poi ci sono i protagonisti con le loro vicissitudini, il ruolo sempre sporco dell’Inquisizione Spagnola, la distinzione sociale tra i poveri e nobili signori, grandi passioni e crudezza nelle immagini suggerite, nonché un’accurata indagine della condizione femminile nella Spagna dell’epoca dove la donna viene totalmente spogliata dei suoi diritti e narrativamente maltrattata (numerosi sono i riferimenti agli stupri e alla prostituzione come unica via d’uscita per la sopravvivenza). Però Follett è un’altra cosa.
Nel libro del Maestro, infatti, la storia la fa da padrona, non rimane muta spettatrice, ma si fonde pienamente con le vicende dei protagonisti. La cattedrale di Kingsbridge è davvero l’elogio di quanto l’essere umano possa essere grande anche nei suoi più sordidi compromessi, tre generazioni di personaggi danno vita all’evoluzione delle leggi, degli stili architettonici e del ruolo della Chiesa nell’Inghilterra medievale, le passioni, gli amori e le vendette sono travolgenti così come l’imponenza della costruzione.
Nel libro di Falcones, invece, la storia viene posta e raccontata come sfondo alle vicende dei protagonisti che però ne restano totalmente sconnesse, dando l’impressione che i riferimenti temporali siano stati sì frutto di un accurato studio della materia come ne I pilastri della Terra, ma resi come un atto dovuto.
Anche la caratterizzazione dei personaggi viene resa con più coinvolgimento emotivo, lo stile narrativo di Follett è e resta inimitabile anche se quello di Falcones risulta essere scorrevole, discorsivo, molto affascinante e tecnicamente inattaccabile.
Resta la consolazione di una lettura di evasione mescolata al melodramma, strizzando l’occhio all’ammirevole studio storico e al fascino di una Spagna sconosciuta. Ma resta anche la delusione di leggere un best seller che risulta essere di molto inferiore al suo ispiratore originario.
Giorgia Amantini

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