In scena – Estate 2014 con la Compagnia Dionisia

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare
29 luglio, 8, 13 e 14 agosto

LE BACCANTI di Euripide
30 luglio, 9, 15 e 16 agosto

Regia Melissa Regolanti

Gli spettacoli che presentiamo per la stagione estiva appartengono a un percorso di ricerca che vuole mettere in relazione testi appartenenti alle nostre due aree di principale interesse, la tragedia greca e il teatro di Shakespeare, a partire da un tema che consenta parallelismi sull’evoluzione del pensiero e un confronto tra autori universali nel tempo e nello spazio: il rapporto tra realtà e illusione.
L’intento della messa in scena dei testi rappresentati dalla nostra compagnia è stato sempre quello di arrivare il più vicino possibile alla mente e al cuore dello spettatore contemporaneo, per approfondire – attraverso il riconoscimento di dinamiche interiori dei personaggi – il suo pensiero riguardo alle tematiche presenti nell’opera e per coinvolgerlo emotivamente nella drammaturgia.
I testi che abbiamo scelto di relazionare in questa prospettiva sono “Le baccanti” di Euripide e “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.
In entrambe le opere assistiamo all’epifania di un potere sovrannaturale che pervade la scena, governa le menti, crea illusioni e risolve i conflitti.
L’illusione diventa allora strumento di manipolazione e di imposizione di una volontà superiore, a cui l’uomo non si può sottrarre.
Come nostra consuetudine gli allestimenti sono perfettamente integrati nello spazio architettonico della location, assorbendone le dinamiche nella drammaturgia e valorizzandone la bellezza e la fruibilità.
Il camminamento superiore della fortezza diventa il theologeion da cui appare Dioniso ex machina, i personaggi scendono dalla scala, si affacciano dalle finestre, si muovono nello spazio a tutto tondo, davanti al pubblico disposto in cerchio, immerso nella verità scenica.
  1. Ne “Le baccanti” l’illusione si esprime attraverso la follia, che ha una duplice funzione:
  • portare il fedele del culto alla felicità interiore, quali che siano le sue condizioni di minoranza rispetto alla società (per questo il culto è prevalentemente femminile).
  • violare la volontà e operare una trasformazione che conduce alla perdita di consapevolezza e alla perdizione, per coloro che non seguono il culto. La follia è un potere oscuro, nero, che congiunge al dio nella trance provocata dal vino, dalle danze, dai suoni, rinnegando la vita precedente dell’iniziato.
“Le baccanti”, ultima in ordine cronologico delle tragedie pervenuteci, rappresenta un unicum nella produzione euripidea, rendendo il dio del teatro – Dioniso – protagonista di una vicenda che ci lascia forti dubbi sulla concezione religiosa dell’autore.
L’ambiguità della figura di Dioniso diventa un elemento centrale di indagine.
Il suo culto primordiale, polemizza contro le ipocrisie e l’intellettualismo della società greca. In una dimensione notturna, orgiastica ed estatica, offre nuove concezioni e prospettive di vita ai suoi adepti, ubriacando i dolori degli uomini con il vino e la trance estatica. Uomini e animali, vecchi e giovani vengono messi a contatto con la natura in una fusione armonica che non ammette differenze di classe, di genere, età.
Ma il regno di Dioniso è il regno della metamorfosi. Egli si mostra come una divinità assolutamente spietata nel punire chi non aveva creduto in lui: Penteo verrà smembrato dalle baccanti capeggiate dalla stessa madre Agave, che sarà esiliata insieme al vecchio Cadmo.
Le stesse Baccanti appaiono tanto intente a compiere azioni violente quanto a celebrare la gioia dei riti di Dioniso.
In questo allestimento ho voluto sperimentare un impatto visivo contemporaneo per tradurre l’ambiguità del dio, anche quella esteriore, in immagini attuali, offrendo ad un pubblico anche molto giovane, dei riferimenti più vicini e facilmente relazionabili con un testo che offre tanti spunti di riflessione sul concetto di alterità.
La nostra società si pone più che in altri tempi il problema dell’identità,  tentando di risolverlo con la ricerca disperata del proprio sé, ma trovandosi a volte perduta in una crisi di valori rappresentata dall’assenza della spiritualità, dall’edonismo dilagante, dalle difficoltà relazionali, dalla piaga delle dipendenze, fino ad ad arrivare alla strumentalizzazione dei sistemi comunicativi dei social network. Quello che ci resta, a volte, appare solo un’immagine distorta dell’essere umano.
Sta alla Cultura restituirgli la più alta e dignitosa forma originaria.
Le musiche sono dei Led Zeppelin, in arrangiamenti strumentali che spaziano dalle interpretazioni classiche della London Filarmonic Orchestra a quelle decisamente rock o addirittura heavy metal di altri musicisti.
Sono stati inseriti stralci di testo in lingua originale negli stasimi, ottenendo un suggestivo contrasto tra il greco antico delle parole del coro e la musica contemporanea che avvolge tutto lo spettacolo.
Gli elementi di scena sono stati realizzati dallo scultore Paolo Garau.
Personaggi e interpreti:
Dioniso Ivan Ristallo, Penteo Daniele Rosi, Cadmo Pino Calabrese, Primo Nunzio Guido Saudelli, Secondo Nunzio Camillo Ciorciaro, Tiresia Roberto Morra, Agave Valeria Pistillo
Coro di Baccanti: Maria Enrica Prignani, Teresa Sciarretta, Sara Perri, Valentina Sinagra, Letizia Spata, Flavia Spagnuolo e Simona Meola.
  1. Nel “Sogno di una notte di mezza estate” l’illusione è un potere magico, benevolo, che ristabilisce un nuovo ordine accogliendo la volontà dell’uomo, forse quella più inconscia.
I personaggi fatati sono spiriti eterei che hanno il potere di muovere la vicenda, ma in maniera nascosta, silenziosa, di modo che gli umani non abbiano nessuna consapevolezza della loro esistenza, né dell’influenza nella loro vita. Soltanto a Bottom è concessa l’esperienza del “contatto”, che lascerà la sua traccia nell’illusione di un sogno. Nella scelta di Shakespeare di assumere Bottom ad una condizione esclusiva di temporanea coscienza del mondo magico, ho voluto leggere un’ennesima dichiarazione d’amore al teatro. L’attore è in grado di travalicare il tempo,  lo spazio e la creazione dell’altro da sé a suo piacimento, in un vortice di immagini, sogni, visioni a cui crede fermamente nell’atto creativo teso a costruire un’altra realtà.
Il mondo dei sogni diventa allora l’unico terreno percorribile dal confronto tra uomini e spiriti, tra vita e immortalità.
E se è vero che “la vita terrena non è altro che una piccola parte dell’eterno viaggio della vita”, forse è nel mondo del sogno che dobbiamo iniziare ad indagare, se vogliamo una anticipazione della vita spirituale. Il concetto è meravigliosamente espresso dalla riflessione di Prospero ne “La tempesta”:
“Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e tutta la nostra piccola vita è cinta di sonno”.
E questo diventa il canto della fata soprano per addormentare Titania, e la battuta finale dello spettacolo pronunciata da “ombre”, non più personaggi, non più attori, ma sognatori, che al richiamo delle battute di altri personaggi shakespeariani, si abbandonano al sonno.
In questo allestimento la dimensione onirica crea e giustifica l’intreccio, diventa “conditio sine qua non” dell’intero dramma. Una fata apre la scena venendo chissà da dove, di notte, ad “incantare” il luogo dell’azione. Perché tutto per quattro giorni, il tempo che manca alla luna nuova e all’epilogo della vicenda con i festeggiamenti per le nozze, si discosti dalle leggi della natura e sia governato dalle leggi sovrannaturali della magia, del sogno, dell’arte. Facendo segno al pubblico di tacere, la fata lo invita ad abbandonarsi all’incanto, e a vivere ciascuno il proprio sogno.
Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra l’ apollineo e il dionisiaco che vive in ognuno di noi, e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere. Facendolo con un’equilibrio unico e irripetibile per ciascun essere umano.
Personaggi e interpreti:
Puck Guido Saudelli, Oberon/Teseo Ivan Ristallo, Titania/Ippolita Valeria Pistillo, Chiappa Camillo Ciorciaro, Zeppa Pino Calabrese, Zufolo Daniele Rosi, Lisandro Biagio Iacovelli, Ermia Maria Enrica Prignani, Demetrio Fabio Vasco, Elena Valeria Nardella, Fata Valentina Sinagra, Soprano Genny Bramato.
Melissa Regolanti

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