Ricordi – Nell’anno del Signore

“Sa cosa le dico Cornacchia? Che questi Giudei sono quasi uguali a noi. Sì, sì”. Immenso Ugo Tognazzi nel ruolo del Cardinale Rivarola che confida a Cornacchia/Pasquino, un immortale Nino Manfredi, la propria scoperta esistenziale macchiata da quel peccato originale di cui la chiesa si è sempre resa colpevole sin dai primissimi albori. Siamo nel 1969 e Luigi Magni realizza il primo e il migliore capitolo della sua trilogia sulla Roma Papalina di inizio ‘800 (seguiranno In nome del Papa Re e In nome del popolo sovrano). Il film è un amarissimo spaccato di una società persa ormai nel tempo, lo stesso tempo che si ritrova nei falsi pentimenti di una chiesa ormai troppo reclamizzata. Il film di Magni parla attraverso le parole di Pasquino, ammonitore dei delitti e delle pene vissuti da un popolo ormai schiavo delle sue stesse credenze. Il tutto ruota intorno al processo nei confronti di due anarchici carbonari Montanari e Targhini (il sempre magnetico Robert Hossein e il giovanissimo Renaud  Verley), la cui sorte viene continuamente resa meno tragica dai vani tentativi di conversione cattolica che un grande Alberto Sordi, in veste francescana, cerca di operare sui due colpevoli.
Concludono la lista di grandi nomi un impagabile Enrico Maria Salerno nel ruolo dell’ostinato commissario incaricato di scovare i moti carbonari e di arrestarne i componenti (memorabile la scena del letto portato in piazza per rendere più “dolce” la confessione di un moribondo testimone) e una stupenda Claudia Cardinale di una bellezza mai più ostentata in altre pellicole.
Nell’anno del Signore è forse l’unica grande prova di Luigi Magni nel genere storico-papale. Gli altri due capitoli non raggiungeranno le vette di questo suo film che si avvale della musica essenziale di Armando Trovajoli e della stupenda fotografia di Silvano Ippoliti.
Magni successivamente lavorerà per la TV realizzando  La Carbonara e La notte di Pasquino, seguito insulso de Nell’anno del Signore sempre con Nino Manfredi.

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