Novità – “Pantera” di Stefano Benni

“Pantera”. Il libro  

downloadTitolo accattivante, illustrazioni efficaci e ben fatte, due racconti, due guerriere. L’una nel buio di una sala da biliardo, L’Accademia dei Tre Principi; l’altra al sole della Sardegna.
Una giovane donna e una ragazzina accomunate da un’infanzia non troppo facile, da un’anima ribelle e dalla voglia di combattere. L’una, Pantera, bellissima leggenda vivente del fumoso mondo del biliardo. Scappata da uno zio balordo ed aggressivo, si guadagna da vivere grazie al suo talento nel giocare a biliardo. Estremamente affascinante, capace e caparbia, riesce a sconfiggere anche gli avversari più duri. Finché non si trova a giocare forse la partita della vita, con il giocatore più bravo del mondo: l’Inglese Jones.
Aixi è una ragazzina che mal sopporta la terraferma perché innamorata del mare, che si trova ad accudire il padre malato terminale di cancro. Una sfida, un sacrificio, la voglia di poter fare qualcosa di concreto per alleviare quella sofferenza. Sempre scapigliata e con le mani rovinate dagli ami, riflessiva e profonda, Aixi è molto diversa dalle sue compagne di scuola, emancipate ma infantili.
Due ambientazioni suggestive fanno da sfondo al romanzo. La prima, l’Accademia dei Tre Principi, «un vasto sotterraneo scavato un secolo prima dai misteriosi adoratori del dio d’Avorio», ospita 40 biliardi e 3 speciali: i Tre Principi, sui quali possono sfidarsi solo i giocatori con G maiuscola. Una costellazione di personaggi variopinti e grotteschi: Tamarindo, la Mummia, il Caprese, Cucciolo, Garibaldi, Tremal-Naik. Bicchieri di Campari e Fernet lasciati a metà, luce soffusa e tanto fumo.
L’altra è la bella Sardegna, sferzata dal maestrale. La Sardegna delle saline che luccicano, dei fenicotteri goffi che setacciano la sabbia in cerca di cibo, delle baracche sul mare di un piccolo paese e della corriera che lo collega alla città. 

Pantera non è solo parole, racconto. È emozione, ricordi che si possono toccare, sguardi che fanno arrossire, parole sussurrate, paesaggi materni e rassicuranti.
Apro il libro, ritrovo i disegni di Luca Ralli, che bel ricordo. Sfoglio qualche pagina. Cerco quel passo che mi aveva emozionato. Eccolo. Lo leggo ad alta voce, senza un perché. Brividi. La stanza intorno a me sparisce, ora c’è il fiume Leen, ora la stanza fumosa dell’Accademia, ora il paese affacciato sul mare sardo.

di Laura Riggi

 

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